Le recenti scoperte sul microbiota sconvolgono la fisiologia

Illustrazione digitale di batteri e microrganismi in un ambiente blu, simboleggiando la vitalità del microbiota.

Il microbiota: un organo potente e sottovalutato che guida la salute del corpo umano

Con soltanto un chilo e mezzo di peso, il microbiota è passato da essere definito un organo dimenticato, al più importante del corpo umano.
Innanzi tutto, è più numeroso del corpo cellulare, è composto da un numero di batteri che sono 10 volte le nostre cellule, da un numero di virus che sono 100 volte le nostre cellule, poi ci sono funghi, lieviti, archea.
Però, l’aspetto che lo rende tanto prezioso non è il numero dei suoi componenti, ma loro performance. Le performance di un corpo sono date dalle sue unità geniche, che equivalgono alle parole di un vocabolario. Tanto maggiori, tanto la lingua sarà evoluta. Quando abbiamo decodificato il nostro DNA è stata una doccia fredda. Abbiamo scoperto che le nostre cellule hanno 20.000 unità geniche, ossia la stessa quantità di un moscerino. Il corpo microbico ne ha da 3 a 4 milioni. Noi diciamo che tutto quello che abbiamo fatto, esplorazioni terrestri, spaziali, case, città, missili, tecnologia…, lo abbiamo fatto utilizzando le unità geniche del corpo microbico, ma, altra doccia fredda, abbiamo poi capito che nell’ecosistema corpo umano, il corpo cellulare non è nemmeno al centro e ne costituisce un semplice involucro.
Questa scoperta può sorprenderci, ma non ci deve far preoccupare. Infatti, la relazione che c’è tra i due corpi, cellulare e microbico, è la stessa che abbiamo noi nei confronti delle nostre abitazioni. Anche se le teniamo in ordine, le puliamo, le facciamo riparare non ci sentiamo schiavi di esse. Lo facciamo perché in cambio vogliamo vivere in un ambiente confortevole. Lo stesso chiede il corpo microbico a quello cellulare, se l’ottiene, ci mantiene sani a suo vantaggio.

Una relazione simbiotica che determina il nostro benessere

Con queste regole del gioco, data anche la potenza del microbiota, dovrebbe essere facile vivere sani. Se non accade è perché facciamo grossi errori.
La forza del microbiota è data dalla sua biodiversità, che aumenta, dopo la nascita, durante lo svezzamento, ossia stimolata dal cibo inserito sempre più complesso in modo graduale e progressivo.
Pertanto, le recenti acquisizioni sul microbiota ci riportano indietro nel tempo, fino a Ippocrate che considerava il cibo come la migliore medicina. Aveva compreso anche l’esistenza del microbiota che definiva: “forze endogene capaci di riequilibrare le disarmonie che causano le malattie” e “la migliore medicina è rinforzare queste forze.”
Infatti, oggi, il concetto di omeostasi non è più definito come riuscire a camminare su un filo, cercando di evitare le pietre scagliate contro di noi, ma è come essere dentro una pista da bob, dove continue forze tendono a farci sbalzare fuori, ma altre ci riportano continuamente al centro. Pertanto, la salute è il risultato di una lotta continua tra agenti stressanti e forze endogene che si contrappongono: un tiro alla fune.
La medicina del futuro, che sarà basata sulle nuove evidenze, sarà orientata a curare il microbiota affinché possa tornare a prendersi cura di noi. Quella che io ho definito: l’Una-Medicina.

Il microbiota centralina di controllo

Il microbiota controlla ogni processo che avviene nel corpo umano: la riparazione dei tessuti, la loro rigenerazione, i parametri vitali, i processi metabolici, il funzionamento degli organi. Non c’è nulla che avvenga nel corpo umano che non sia sotto il suo controllo.

Quando è nata la simbiosi tra i 2 corpi

I batteri sono sulla Terra da 3,5 miliardi di anni, dopo mezzo miliardo hanno avuto il primo rischio di estinzione per mancanza di cibo. Si sono inventati simbiosi con corpi cellulari che trasformassero in cibo quello che non lo era attraverso la fotosintesi, ma, dopo un altro mezzo miliardo di anni, nuovo rischio di estinzione, dato che la fotosintesi aveva inquinato l’atmosfera di ossigeno. Così, nuova simbiosi con corpi cellulari per realizzare spazi anaerobici dove sopravvivere. L’oggetto di scambio delle simbiosi è il cibo, pertanto questi spazi rifugio possono essere considerati i primi rudimentali sistemi intestinali, corrispondenti all’attuale colon. La parte più performante dei due corpi, quella microbica, ha poi guidato l’evoluzione, aggiungendo moduli per consentire alla navicella spaziale/rifugio anaerobico di muoversi, strisciare, volare e camminare. Siamo arrivati ai mammiferi e poi all’uomo, ma tutto quello che è stato aggiunto è sotto il controllo del microbiota. Controlla anche il comportamento alimentare, sociale, sessuale e l’interocezione. Se aumenta il ceppo dei prevotella, saremo golosi, in quanto ci chiedono di mangiare carboidrati. Potremo anche resistere uno, due, tre mesi senza mangiarne, ma quando prevotella dicono basta, ci fionderemo nella prima pasticceria che incontreremo. I pochi studi sul controllo dell’interocezione dimostrano che non è tanto un giusto rapporti tra ceppi a farci vedere il bicchiere mezzo pieno, quanto una elevata biodiversità. Se c’è, anche senza un rapporto ottimale tra ceppi, ci percepiamo sani, viviamo positivi.

Non è facile accettare che siamo più microbi che cellule, ma solo identificandoci nel corpo cellulare, capire cosa necessita per essere forte, solo così potremo permettergli di mantenerci sani.

Paradossalmente, sono le nostre scelte sbagliate, i nostri errori ad impedirgli di mantenerci sani.

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