Bios Act Sport
Integratore alimentare a base di
Alfa-lattoalbumina, Acetil-carnitina Cloridrato
e Caseina Idrolizzata
La nuova frontiera
della riparazione muscolare
Nell’immaginario collettivo, l’atleta associa l’integrazione proteica esclusivamente alla fornitura di “mattoni” strutturali (proteine e amminoacidi), indispensabili per formare e ricostruire i tessuti muscolari che subiscono danni e micro-lesioni durante l’attività fisica.
L’idea comune è che basti fornire la materia prima per riparare il danno.
Tuttavia, la scienza moderna rivela che la riparazione è un processo molto più complesso: non basta avere i mattoni, occorre un “direttore dei lavori” che sappia come coordinarli. Questo ruolo è svolto dalla “cascata delle citochine”, i segnali chimici che guidano la ricostruzione, la cui efficacia dipende dal nostro equilibrio intestinale.
In ambito sportivo, gli amminoacidi di maggiore interesse sono considerati i ramificati (BCAAs), come la Fenilalanina (Phe) e la Leucina (Leu)¹, proprio perché necessari per formare i tessuti muscolari.
Tuttavia, focalizzarsi solo sulla fornitura di questi componenti rappresenta una visione molto semplicistica, che non tiene conto delle reali azioni necessarie per la riparazione dopo una necrosi da stress meccanico.
Durante uno sforzo intenso, infatti, viene distrutta l’integrità della membrana plasmatica delle miofibre: in questa situazione, la semplice integrazione amminoacidica non basta se non è supportata da una corretta gestione biologica dell’evento traumatico.
¹Giezenaar 1 C, Montoya CA, Kreutz K, Hodgkinson S, Roy NC, Mace LJ, Fraser K, Fernstrom JD, McNabb WC, Moughan PJ. Effects of Different Protein Sources on Amino Acid Absorption and Plasma Appearance of Tryptophan, Large Neutral Amino Acids, and Tryptophan Metabolites in Pigs. J Nutr. 2024 Oct;154(10):2948-2962.
Riparazione del tessuto muscolare
Le lesioni muscolari scheletriche possono essere causate da una moltitudine di eventi, che possono essere traumi diretti, come lacerazioni e contusioni muscolari, o indiretti, come stiramenti e malattie degenerative.
In caso di lesioni muscolari minori, la rigenerazione ripara naturalmente, come nel caso di stiramenti del quadricipite, mentre dopo traumi o degenerazioni gravi, la guarigione muscolare può essere incompleta, con conseguente riduzione della capacità funzionale del tessuto fibrotico.
La riparazione del tessuto muscolare è un processo in più fasi che coinvolge infiammazione, rigenerazione e rimodellamento.
Questo processo è orchestrato da cellule immunitarie che attivano cellule staminali specializzate per la realizzazione di nuove fibre muscolari.
Uno sbilanciamento delle cellule immunitarie, soprattutto in caso di danni gravi, può portare alla formazione di cicatrici.
Per un pieno recupero funzionale è importante regolarizzare la risposta delle cellule immunitarie, la messa a riposo del muscolo e l’apporto di proteine potrebbero non essere sufficienti.
Fasi del processo di riparazione
Il muscolo scheletrico viene riparato grazie all’attivazione delle cellule satellite, le cellule staminali del muscolo. La riparazione/rigenerazione è un processo altamente coordinato, che coinvolge interazioni cellula-cellula, matrice cellulare e matrice extracellulare. Le cellule immunitarie, fibrotiche, vascolari e miogeniche svolgono tutte un ruolo nelle tre fasi della riparazione/rigenerazione muscolare.
Queste le fasi:
- Fase di distruzione, fino a 4 giorni: caratterizzata da rottura e necrosi delle miofibre, formazione di un ematoma e una reazione infiammatoria critica.
- Fase di rigenerazione, da 2-4 giorni fino a 2 settimane: fagocitosi del tessuto danneggiato che precede la rigenerazione delle miofibre, portando all’attivazione delle cellule satellite.
- Fase di rimodellamento, da 2 settimane a mesi: maturazione delle miofibre rigenerate con recupero della capacità funzionale muscolare e formazione di fibrosi e tessuto cicatriziale. Dopo una lesione muscolare, alcuni giorni di riposo sono utili, per controllare l’infiammazione, l’edema e il dolore, ma un’eccessiva immobilizzazione può avere effetti negativi, come una atrofia del muscolo sano, una eccessiva deposizione di tessuto connettivo nel tessuto muscolare e un ritardo nel recupero della forza muscolare lesionata.
Nella fase di rimodellamento della guarigione muscolare avviene la riparazione vera e propria del muscolo lesionato. Le miofibre iniziano a rigenerarsi a partire dalle cellule satellite e si forma una cicatrice di tessuto connettivo nello spazio tra le fibre muscolari lese. Nei primi 10 giorni dopo il trauma, questo tessuto cicatriziale rappresenta il punto più debole del muscolo interessato, anche se è più resistente a nuove rotture rispetto al tessuto muscolare adiacente. Il recupero completo, fino al raggiungimento della resistenza pre-lesione, può richiedere un tempo relativamente lungo.
La vascolarizzazione dell’area lesa è un prerequisito per il recupero da una lesione muscolare. Nuovi capillari originano dai vasi sanguigni lesi rimanenti e si dirigono verso il centro dell’area lesa. Una mobilizzazione precoce svolge un ruolo molto importante poiché stimola il processo di vascolarizzazione. Analogamente, i nervi intramuscolari si rigenerano per ristabilire il contatto nervo-muscolo.
La rigenerazione del muscolo scheletrico è modulata dall’infiammazione
In condizioni normali, il turnover del muscolo scheletrico adulto è circa l’1-2% dei mionuclei a settimana. Il muscolo è suscettibile a vari infortuni, come traumi meccanici, stress termico, agenti miotossici, ischemia, danni neurologici e altre condizioni patogene. La causa più comune di lesione muscolare è il trauma meccanico, che distrugge l’integrità della membrana plasmatica e della lamina basale delle miofibre, portando all’afflusso di calcio extracellulare che alla fine porta alla degradazione delle proteine muscolari e alla necrosi. La risposta infiammatoria causa gonfiore e formazione di ematomi, dopo si attiva la rigenerazione muscolare mediata dalle cellule staminali muscolari. Le miofibre lesionate possono essere rigenerate, permettendo il ripristino delle funzioni muscolari come la forza di contrazione e il metabolismo².
2 Wenjun Yang, Ping Hu, Skeletal muscle regeneration is modulated by inflammation. Journal of Orthopaedic Translation, Volume 13, 2018, Pages 25-32,
Risposta infiammatoria:
la cascata delle citochine
Infiammazione
Fase di distruzione, fino a 4 giorni:
Le citochine pro-infiammatorie (ad esempio, TNF-α, IL-1β, IL-6) vengono rilasciate dalle cellule immunitarie (neutrofili, macrofagi M1) e dalle cellule muscolari. Prima distruggono (necrosi), poi eliminano il tessuto danneggiato.
Rigenerazione
Fase di proliferazione, da 2-4 giorni fino a 2 settimane:
Si verifica un passaggio alle citochine antinfiammatorie (ad esempio, IL-4, IL-10, TGF-β) dai macrofagi M2.
Le cellule staminali muscolari (cellule satellite) vengono attivate da fattori come IL-6 e fattori di crescita (come HGF), avviando la proliferazione e la differenziazione in nuove fibre muscolari.
Rimodellamento
Fase di maturazione, da 2 settimane a mesi:
Le citochine e i fattori di crescita guidano la formazione di miofibre mature e riorganizzano la matrice extracellulare, bilanciando i segnali pro- e antinfiammatori per prevenire un’eccessiva cicatrizzazione (fibrosi).
Per riparare i tessuti muscolari, non badiamo a spese: abbiamo 100.000 cellule infiammatorie/mm3 di tessuto muscolare in grado di rilasciare citochine. Inoltre, il tessuto muscolare possiede cellule satelliti: durante la miogenesi embrionale, i mioblasti si fondono, formando le miofibre. Una parte di essi, però, non si differenzia e rimane aderente alla superficie delle miofibre sviluppate, in uno stato quiescente.
Se la cascata delle citochine è corretta, il processo di riparazione del tessuto muscolare procederà correttamente. Purtroppo, mentre siamo sempre capaci di produrre le prime citochine, che producono ulteriore necrosi, le seconde citochine, con il compito di ricostruire, le produciamo abili solo se il nostro microbiota intestinale è ben biodiversificato³.
Se è scarsamente biodiversificato, produciamo le seconde citochine inabili a ricostruire il tessuto muscolare danneggiato. Questa risposta infiammatoria è stata chiamata cronica di basso grado e definita come la madre delle patologie.
A conferma del ruolo delle citochine nella riparazione de tessuto muscolare, una loro alterata produzione è stata documentata nella distrofia muscolare di Duchenne e, in modelli sperimentali⁴, si ha una ridotta riparazione muscolare in topi privati del gene che codifica una citochina ⁵.
3 Di Sabatino A, Lenti MV, Cammalleri L, Corazza GR, Pilotto A. Frailty and the gut. Dig Liver Dis. 2018 Jun;50(6):533-541.
4 De Pasquale L(1), D’Amico A, Verardo M, Petrini S, Bertini E, De Benedetti F. Increased muscle expression of interleukin-17 in Duchenne muscular dystrophy. Neurology. 2012 Apr 24;78(17):1309-14
5 Shireman PK, Contreras-Shannon V, Ochoa O, Karia BP, Michalek JE, McManus LM. MCP-1 deficiency causes altered inflammation with impaired skeletal muscle regeneration. J Leukoc Biol. 2007 Mar;81(3):775-85
I principi attivi di Bios Act Sport
Alfa-Lattoalbumina (ALAC)
L’ALAC è una sieroproteina particolarmente presente nel colostro umano.
Il colostro sostituisce il cordone ombelicale nel fornire gli anticorpi e i fattori di crescita, ma ha un’azione in più del cordone ombelicale: insegnare al neonato a produrli autonomamente.
I colostri sono specie specifici, quello dell’uomo è il più diverso dagli altri, in quanto è l’unico mammifero a nascere con un cervello ancora immaturo.
Mentre la prima azione degli altri colostri è attivare l’accrescimento osseo, quello umano è completare la maturazione cerebrale, attraverso azioni intestinali.
Primo esempio di asse intestino cervello.
I ruoli della ALAC
Stimola la produzione di acido da parte delle pompe protoniche, di bicarbonato da parte delle cellule di tutto il sistema digerente. In modo dose dipendente corregge pH del lume gastrico.
Stimola la produzione di muco. In modo dose dipendente, protegge lo stomaco da ulcere indotte da alcool. Ad una certa dose, la stessa quantità di alcool non produce più ulcere.
Riduce l’infiammazione intestinale, facendo produrre citochine antinfiammatorie abili,
necessarie per i processi riparativi del tessuto muscolare ⁶ ⁷ ⁸.Ripristina una corretta composizione del microbiota e aumenta NPY (Neuropeptide Y, l’elettricista che ripara il cervello) cerebrale ⁹.
Preserva l’ossidazione dei lipidi e produce un rapido rilascio di aminoacidi ai tessuti per l’uso durante l’esercizio fisico.
Associata a una dieta ricca di grassi riduce l’espressione dei geni CD36 e Glut2 nell’intestino associati a cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale
e a un aumento dell’assunzione cumulativa di energia.
6 Bovine milk-derived α-lactalbumin inhibits colon inflammation and carcinogenesis in azoxymethane and dextran sodium sulfate-treated mice. Yamaguchi M, Takai S, Hosono A, Seki T.. Biosci Biotechnol Biochem. 2014;78(4):672-9
7 ØAnti-inflammatory mechanisms of bioactive milk proteins in the intestine of newborns Chatterton DE, Nguyen DN, Bering SB, Sangild PT.. Int J Biochem Cell Biol. 2013 Aug;45(8):1730-47.
8 Rusu D, Drouin R, Pouliot Y, Gauthier S, Poubelle PE. A bovine whey protein extract stimulates human neutrophils to generate bioactive IL-1Ra through a NF-kappaB- and MAPK-dependent mechanism. J Nutr. 2010 Feb;140(2):382-91
9 Boscaini S, Cabrera-Rubio R, Speakman JR, Cotter PD, Cryan JF, Nilaweera KN. Dietary α-lactalbumin alters energy balance, gut microbiota composition and intestinal nutrient transporter expression in high-fat diet-fed mice. Br J Nutr. 2019 May;121(10):1097-1107
I principi attivi di Bios Act Sport
La Caseina Idrolizzata
La Caseina Idrolizzata è ottenuta dall’idrolisi della αs1-Caseina con pepsina, contiene l’α-casozepina,un peptide costituito da dieci aminoacidi, derivato dall’idrolisi triptica della caseina bovina. Questo peptide presenta proprietà ansiolitiche simili alle benzodiazepine, ma senza i loro effetti collaterali. Oltre all’azione sul sistema nervoso, la ricerca ha evidenziato come i peptidi della Caseina Idrolizzata esercitino effetti benefici anche a livello intestinale.
I Peptidi della caseina idrolizzata:
• hanno mostrato un effetto antinfiammatorio su topi con colite ulcerosa indotta da destrano.
• hanno soppresso la produzione di citochine infiammatorie e geni associati alla via di segnalazione NLRP3/NF-κB.
• hanno migliorato la biodiversità microbica.
Questi risultati mostrano diversi effetti antinfiammatori dei peptidi della β-caseina, e di come possa alleviare l’infiammazione intestinale regolando l’intestino.
I principi attivi di Bios Act Sport
Acetil-Carnitina
La carnitina è fondamentale per il metabolismo energetico in quanto trasporta gli acidi grassi all’interno dei mitocondri dove vengono convertiti in energia, attraverso reazioni enzimatiche.
Conclusioni
Per produrre elevate prestazioni sportive occorre mantenere o ripristinare una elevata biodiversità del microbiota.
Gli ingredienti del Bios Act Sport affrontano a 360° i diversi aspetti dell’infiammazione e dei meccanismi riparativi tissutali per consentire un veloce ripristino dell’elasticità dei tessuti muscolari.