Microbioma trasmissibile e malattie croniche

Le più recenti ricerche sul microbioma umano stanno ridefinendo un concetto che fino a pochi anni fa sembrava intoccabile: la distinzione netta tra malattie trasmissibili e non trasmissibili.

Il professor Nicola Segata, microbiologo computazionale e docente presso l’Università di Trento, ha evidenziato un aspetto cruciale: il microbioma umano è altamente trasmissibile tra individui, e questa trasmissibilità potrebbe avere implicazioni dirette sul rischio di sviluppare patologie croniche.

Microbioma e trasmissione: un nuovo paradigma biologico

Quando parliamo di microbioma ci riferiamo all’insieme dei microrganismi (e del loro patrimonio genetico) che colonizzano il nostro organismo, in particolare l’intestino.

La ricerca dimostra che:
• Il microbioma si trasmette in ambito familiare
• Condivide caratteristiche tra conviventi
• Può essere influenzato dal contatto stretto e prolungato
• È modellato da ambiente, dieta e stile di vita

Se la composizione del microbioma è associata al rischio di patologie croniche, e se tale composizione è in parte trasmissibile, emerge un’ipotesi scientificamente rilevante: alcuni fattori di rischio delle malattie non trasmissibili potrebbero avere una componente indirettamente trasmissibile.

Malattie non trasmissibili: davvero non trasmissibili?

Patologie come:
• Malattie cardiovascolari
• Diabete mellito di tipo 2
• Obesità
• Alcune forme di cancro

sono tradizionalmente classificate come “non trasmissibili” perché non causate da agenti infettivi classici.

Tuttavia, numerose evidenze scientifiche dimostrano che una disbiosi del microbioma intestinale è associata a:
• Infiammazione cronica di basso grado
• Alterazioni metaboliche
• Disregolazione immunitaria
• Produzione alterata di metaboliti bioattivi

Se un microbioma disbiotico può essere condiviso tra individui, almeno in parte, allora una componente del rischio potrebbe essere biologicamente “trasferibile”.

È fondamentale chiarire: non si tratta di contagio nel senso classico, ma di trasmissione di ecosistemi microbici che modulano il rischio.

Il meccanismo: come il microbioma influenza la malattia

Il microbioma agisce attraverso diversi livelli:
1. Produzione di metaboliti (es. acidi grassi a corta catena)
2. Modulazione dell’infiammazione sistemica
3. Interazione con il sistema immunitario 
4. Influenza epigenetica sull’espressione genica
5. Regolazione del metabolismo glucidico e lipidico

In questo senso, il microbioma rappresenta un intermediario biologico tra ambiente e genoma umano.

Se tale intermediario è trasmissibile, allora anche una parte della modulazione del rischio lo è.

Implicazioni cliniche e preventive

e parole di Segata aprono scenari concreti per la medicina del futuro:
• Identificazione precoce di profili microbici a rischio
• Strategie preventive basate sulla modulazione del microbioma
• Terapie mirate su componenti microbiche trasmissibili
• Interventi nutrizionali personalizzati
• Approcci di medicina di precisione

In prospettiva, comprendere meglio i meccanismi di trasmissione del microbioma potrebbe consentire di:
• Ridurre il rischio di malattie croniche
• Intervenire prima della manifestazione clinica
• Ripensare il concetto stesso di prevenzione

Una rivoluzione concettuale

La possibilità che una quota del rischio di malattie croniche possa essere associata a componenti biologiche trasmissibili rappresenta un cambiamento paradigmatico.

Non significa che le malattie cardiovascolari o il diabete siano “contagiosi”, ma che il nostro stato di salute è il risultato di un ecosistema dinamico, condivisibile e modulabile.

Il microbioma non è solo un marcatore della malattia: è un attore causale, modificabile e potenzialmente prevenibile.

Bibliografia

Valles-Colomer, M., et al. (2023) – The person-to-person transmission landscape of the gut and oral microbiomes

🔗 https://www.nature.com/articles/s41586-022-05620-1

Valles-Colomer, M., et al. (2022) – Variation and transmission of the human gut microbiota across multiple familial generations
🔗 https://www.nature.com/articles/s41564-021-01021-8

Heidrich, V., Valles-Colomer, M., & Segata, N. (2025) – Human microbiome acquisition and transmission
🔗 https://www.nature.com/articles/s41579-025-01166-x

Shenderov, B. A. (2012) – Gut indigenous microbiota and epigenetics
🔗 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3744659/

Condividi:

Post correlati

Quando l’intestino non ti fa dormire: il ruolo del microbiota nella qualità del sonno

Sempre più studi dimostrano che il microbiota intestinale svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del sonno. Attraverso la produzione di serotonina, melatonina, GABA e acidi grassi a catena corta, i batteri intestinali influenzano il ritmo circadiano e la qualità del riposo. L’articolo analizza le più recenti evidenze scientifiche sul legame tra disbiosi, insonnia e salute intestinale, approfondendo anche il possibile ruolo dei probiotici nel migliorare il sonno.

LEGGI TUTTO