Oggi sappiamo che non sono i grassi saturi ad ostruire le arterie.
I primi indizi li possiamo ottenere dai risultati degli studi clinici svolti per valutare se la sostituzione dei grassi saturi con olii vegetali ricchi di acido linoleico, che abbassano i livelli di colesterolo, riduca le malattie coronariche e i relativi decessi. Tra i tanti studi clinici, quelli più significativi sono quelli randomizzati, controllati, in doppio cieco. I più importanti tra questi sono il Minnesota Coronary Experiment, studio clinico randomizzato controllato in doppio cieco su circa 10000 pazienti e il Sydney Diet Heart Study, randomizzato, controllato in singolo cieco su circa 500 pazienti.
Sebbene le conclusioni di questi studi siano favorevoli alla sostituzione dei grassi saturi con quelli vegetali, una attenta rilettura da parte di Ramsden et al, recuperando anche dati inediti, porta a conclusioni diverse. Per il Minnesota Coronary Experiment, inserendo anche dati inediti, Ramsden et al riferiscono conclusioni diverse da quelle precedentemente riportate: ¹
• Nonostante la sostituzione dei grassi saturi con quelli vegetali abbia abbassato il colesterolo sierico, non vi è stato alcun beneficio clinico.
• Paradossalmente, coloro che hanno avuto una maggiore riduzione del colesterolo sierico hanno avuto un rischio di morte più alto.
• La sostituzione dei grassi non ha ridotto le incidenze di aterosclerosi o di infarti.
Per il Sydney Diet Heart Study riportano un rischio aumentato di morte per malattia coronarica e per tutte le cause, nonostante una significativa riduzione del colesterolo sierico.²
Emerge che il consumo di oli vegetali ricchi di acido linoleico produce una vasta gamma di conseguenze biochimiche, tra cui processi di ossidazione delle particelle lipoproteiche, che potrebbero plausibilmente aumentare il rischio di malattia coronarica.
Appurato che i grassi saturi non aumentano le patologie cardiovascolari, anzi, è l’opposto, uno studio del 2017 riporta che non ostruiscono le arterie.³
Questo articolo esordisce: “Contrariamente a quanto credono molti medici e cittadini, il modello concettuale secondo cui i grassi saturi presenti nella dieta ostruiscono le arterie è semplicemente sbagliato.”
Le evidenze non mancano, infatti: “Una revisione sistematica e una meta-analisi di studi osservazionali non hanno mostrato alcuna associazione tra il consumo di grassi saturi e mortalità per tutte le cause, malattia e mortalità coronarica, ictus ischemico o diabete di tipo 2 negli adulti sani.”
“Anche nella prevenzione secondaria da malattia coronariche non vi è alcun beneficio derivante dalla riduzione dei grassi, compresi i grassi saturi, sull’infarto del miocardio, sulla mortalità cardiovascolare o per tutte le cause.”
Addirittura, uno studio angiografico su donne in post menopausa con malattia coronarica riporta che un maggiore apporto di grassi saturi è associato a una minore progressione dell’aterosclerosi, mentre l’assunzione di carboidrati e grassi polinsaturi è stata associata a una maggiore progressione.
Prevenire lo sviluppo dell’aterosclerosi è importante, ma è l’aterotrombosi il vero killer. Ossia è il crollo del doppio strato lipidico che avviene in zone delle arterie con ostruzione inferiore al 70%, ossia dove c’è meno accumulo di grassi.
Il danno è causato da processi infiammatori finalizzati a riparare la parete del vaso. Dato che le prime citochine, le pro-infiammatorie, della risposta infiammatoria producono ulteriore necrosi, si forma una placca resistente a questo attacco per impedire che fuoriesca il liquido contenuto nel vaso. Se arrivano velocemente le secondo citochine, le anti-infiammatorie, abili a ricostruire, rimane una minima placca come esito cicatrizionale del processo riparativo. Se le seconde citochine che arrivano sono inabili a ricostruire, si forma placca su placca, fintanto che non degenera e le prime citochine continuano ad insistere fino a provocare il crollo del doppio strato lipidico.
Pertanto, l’attuale approccio idraulico, “sturare un tubo”, per prevenire la malattia coronarica non è più corretto sulla base delle nuove evidenze, già immaginate e descritte da von Rokitanski nel 1852, confermate negli anni ’90 da diversi ricercatori, tra cui Ross che vinse anche importanti premi per la ricerca.
Inoltre, ulteriormente confermata da studi clinici randomizzati che dimostrano che l’inserimento di stent in lesioni stabili significativamente ostruttive non riesce a prevenire l’infarto miocardico o a ridurre la mortalità.
Malhotra A, cardiologo britannico, consulente clinico associato dell’Academy of Medical Royal Colleges, riferisce che ogni anno, circa 60.000 persone nel Regno Unito si sottopongono a interventi di impianto di stent coronarico per sbloccare le arterie subito dopo aver subito un infarto, aumentando così le loro possibilità di sopravvivenza. Tuttavia, ogni anno altri 30.000 pazienti con “malattia cardiaca stabile” si sottopongono all’intervento chirurgico, nonostante la ricerca dimostri che non previene gli attacchi di cuore né prolunga la vita in tali casi. 4
Studi randomizzati hanno dimostrato che non vi è alcuna chiara evidenza che l’impianto di stent apporti benefici ai pazienti con malattia coronarica stabile. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti su 144.737 pazienti in 1.091 ospedali, quasi la metà degli stent eseguiti erano inutili.
- Ramsden CE, Zamora D, Majchrzak-Hong S, Faurot KR, Broste SK, Frantz RP, Davis JM, Ringel A, Suchindran CM, Hibbeln JR. Re-evaluation of the traditional diet-heart hypothesis: analysis of recovered data from Minnesota Coronary Experiment (1968-73). BMJ. 2016 Apr 12;353:i1246.
- Ramsden CE, Zamora D, Leelarthaepin B, et al. Use of dietary linoleic acid for secondary prevention of coronary heart disease and death: evaluation of recovered data from the Sydney Diet Heart Study and updated meta-analysis. BMJ 2013;346:e8707.
- Malhotra A, Redberg RF, Meier P. Saturated fat does not clog the arteries: coronary heart disease is a chronic inflammatory condition, the risk of which can be effectively reduced from healthy lifestyle interventions. Br J Sports Med. 2017 Aug;51(15):1111-1112.
- Malhotra A. The Whole Truth About Coronary Stents: The Elephant in the Room. JAMA Intern Med. 2014;174(8):1367–1368.

