Studi su 400.000 persone mostrano che il consumo di grassi:
• Riduce l’incidenza o la mortalità per malattie cardiovascolari;
• Riduce il rischio di ictus;
• I loro livelli ematici sono inversamente associati alla malattia coronarica.
Lo studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiological), su 135.000 persone, senza malattie cardiovascolari, provenienti da 18 Paesi su 5 continenti, riporta che:
L’aumento del consumo di tutti i tipi di grassi produce un minor rischio di morte;
gli individui nel quintile con il più alto apporto di grassi saturi hanno un rischio inferiore di ictus;
Un alimento ricchi di grassi saturi è il burro che contiene i grassi saturi a corta e media catena (SCFAs e MCT).
Gli SCFAs sono:
acido acetico;
acido propionico;
acido butirrico;
acido valerico.
Oltre ad essere i nutrienti specifici per le cellule dell’apparato digerente, svolgono una azione disinfiammante in quanto inibitori dell’istone deacetilase. L’istone sono proteine che legano il DNA, le molecole che hanno azioni inibitorie su questo enzima, e sono usate come antinfiammatorie. Dall’acido acetico e propionico sono stati sintetizzati due classi di farmaci antinfiammatori non steroidei, dall’acido valerico è stato sintetizzato l’acido valproico, farmaco antiepilettico e non solo. Comunque, l’acido che ha la massima forza inibente questo enzima è l’acido butirrico, da cui non abbiamo sintetizzato alcun farmaco.
Nonostante che l’acido butirrico sia stato suggerito utile:
– come approccio alternativo;
– nelle malattie autoimmuni e infiammatorie;
– contro le infezioni batteriche;
– per ridurre la proliferazione cellulare nel cancro del colon;
– per ridurre glicemia nel sangue;
– per la resistenza all’insulina;
– nella dislipidemia e gluconogenesi paragonabili alla metformina;
– in quanto ha azione protettiva in modelli sperimentali di atrofia muscolare spinale;
– per ridurre l’atrofia muscolare dovuta all’invecchiamento;
– perché ha azione terapeutica sulla rinite allergica;
– perché migliora le funzioni cardiache;
– perchè riduce dipendenza da alcool negli animali dipendenti;
– perchè protegge da gravi lesioni polmonari acute a distanza causate da ustioni.

